Incerto è l'etimo di Katane, primo nome della città; è stato
appurato invece che essa venne fondata nel 729 a.C. dai Calcidesi di Naxos
sotto la guida di Tucles (per alcuni) o di Euarco (per altri). La nuova città,
che assorbì la preesistente borgata sicula, ebbe il suo primo nucleo e la sua
acropoli sul colle dove oggi sorgono la
chiesa di S.Nicolò l'Arena e il monastero
dei benedettini. Nel 693 a.C. Katane viene distrutta da una violentissima eruzione
dell' Etna. Sarà la prima di una lunga serie di catastrofi epocali
(eruzioni e terremoti) che saranno una costante nella storia della città.
Collegato all'eruzione l'episodio dei fratelli Pii, Anfinomo e
Anapia, che trassero in salvo i loro genitori portandoli sulle spalle
attravero la colata lavica che al loro passaggio si apriva formando
un corridoio.
Gli anni che vanno dal 476 a.C., occupazione della città da parte
di Gerone, tiranno di Siracusa , al 263 a.C., inizio della dominazione romana
sono segnati da tutta una serie di guerre e occupazioni militari. Nel 476
a.C. Gerone, conquistata Catania, deporta tutta la popolazione a Lentini
sostituendola con coloni dori a lui fedeli e mutando additittura il nome
della città, chiamandola Aetna. Passano quindici anni e i catanesi si
riappropriano della città ridandole il nome originario e scacciando i
coloni nella zona di Paternò.
Nel 409 a.C. i catanesi, aiutati stavolta dai cartaginesi, riescono a
stroncare una spedizione punitiva organizzata da Siracusa; ma sei anni dopo,
in occasione del conflitto ateniese-siracusano, i catanesi si schierano con i greci, e
quando questi ultimi hanno la peggio, Dioniso si avventa sulla città
mettendola a ferro e fuoco, schiavizzandone gli abitanti e ripopolandola con mercenari campani.
369 a.C.: Battaglia navale al largo delle attuali Isole dei Ciclopi.
La flotta cartaginese sconfigge quella campana e Catania cade in potere dei nord-africani.
Un potere che dura solo tre anni, ossia fino a quando Timoleone libera
Catania dalla tirannia di Mamerco e le dà un governo popolare che nel
278 a.C. accoglie trionfalmente Pirro, re dell'Epiro.
Va sempre più accrescendosi la potenza imperiale di Roma e nel 263 a.C.i romani si impadroniscono di Catania. E' il periodo di maggior
espansione della città: vengono sfruttate al meglio le enomi risorse agricole della zona della Piana e fioriscono i commerci marittimi. Nel 30 a.C. l'imperatore Augusto dimostra la sua riconoscenza alla città che lo aveva aiutato nella lotta contro Sesto Pompeo, agevolando lo sviluppo urbanistico. Augusto fece ricostruire molti edifici distrutti o crollati e ne fa edificare molti altri nuovi. Ma siamo già in piena era cristiana e nel 42 la città ha il suo primo vescovo a cui la città dedicherà un intero quartiere: è san Berillo di Antiochia, nominato direttamente da San Pietro.
Il 238 e il 251 sono due date storiche nell' excursus della città: segnano rispettivamente la nascita e la morte di Sant'Agata, patrona di Catania. Storicamente non dimostrato che la santa sia nata in via Museo Biscari dove comunque una lapide ricorda che "...qui per antica tradizione
Agata ebbe i natali nel palazzo dei suoi genitori l'8 settembre 238".
Agata morirà il 5 febbraio del 251 per le torture inflittele da Quinziano. Tredici anni dopo, nel 264, Everio, quarto vescovo della diocesi, erigerà la prima chiesa catanese nel luogo del martirio di Agata. E' l'attuale chiesa di Sant'Agata la Vetere.
Il Castello Ursino in un affresco
del XVIII secolo
Le invasioni barbariche non risparmiano la città etnea.
Prima i Vandali (404), poi i Goti (447) e quindi gli Ostrogoti(489) assediano la città.
Gli anni intorno alla fine del millennio sono connotati dall'emergere di una
nuova potenza che si affaccia sul Mediterraneo, quella saracena, alla quale
non sfugge l'importanza strategica dell'isola. I Saraceni conquisteranno
Catania nel 974. Ma la Sicilia, e in particolare Catania, appetita per
l'importanza commerciale, militare e strategica del suo porto fa gola a
molti. Nel 1071 le truppe di Roberto il Guiscardo cacciano dopo quattro
giorni di assedio per terra e per mare i Saraceni. E' l'inizio della dominazione
Normanna, che lascerà segni tangibili della sua presenza. Fra i tanti la
Cattedrale , completata nel 1094 e voluta dal conte Ruggero, e il
Castello Ursino fatto erigere nel 1239 da Federico II.
La storia di Catania va di pari passo con
l'emergere delle varie potenze che si affacciano sul parterre
europeo. Gli anni che vanno dal 1268 (fine della dominazione normanna con
la decapitazione di Corradino voluta da Carlo D'Angiò) al 1347
(firma del trattato di pace fra Angioini e Aragonesi) sono segnati da
scontri, guerre, tumulti, sollevazioni popolari. Fra tutti ricordiamo la guerra
del Vespro (1282) che si concluderà con la pace di Caltabellotta. Gli Aragonesi
lasceranno come segno tangibile del loro passaggio la costruzione della campana
del Duomo, l'istituzione dell' Università,
Siciliae studium generale, voluta da Alfonso V il Magnanimo nel
1434 e inaugurata nell'ottobre del 1445.
Nel bene e nel male è sempre l'Etna a segnare la storia di Catania. Un vulcano,
"l'odiosamato Mongibello", col quale i catanesi hanno da sempre avuto un rapporto di amore-odio.
Nel 1169 un violentissimo terremoto distrugge catania uccidendo 15.000 dei suoi
23000 abitanti; nel 1329 una colata raggiunge la città e, narra la tradizione,
si ferma solo davanti al velo di Sant'Agata portatovi, extrema ratio,
in processione dal popolo; nel 1381 un'altra colata giunge sino al mare coprendo
lo storico porto Ulisse a Ognina; nel 1576 e nel 1578, a seguito di due terremoti,
Catania è in preda alla peste.
Ma la peggiore catastrofe è datata 11 febbraio 1693. In soli undici secondi
la città viene letteralmente rasa al suolo dall'ennesimo terremoto. Restano
in piedi solo le tre absidi della Cattedrale e il
Castello Ursino. Sotto le
macerie perde la vita l'80% della popolazione, oltre 18000 persone. In pochi
decenni però la città viene ricostruita secondo un piano regolatore definito da
Giuseppe Lanza Duca di Camastra. E paradossalmente furono proprio gli effetti
distruttivi del sisma a far sì che Catania, sotto il profilo edilizio e
architettonico, rinascesse molto simile a quella che è oggi.
1695: si apre porta Uzeda, fra il piano del Duomo e la Marina; 1704:
le suore benedettine iniziano l'edificazione del loro monastero in via
Crociferi; 1706: nasce il palazzo di Chierici; 1709: nel
Piano delle forche (l'attuale piazza Cavour) viene riedificata la chiesa
di S.Agata al Borgo; 1712: vengono completati i lavori di ricostruzione,
in stile barocco, della catterale.
Nel 1713 il trattato di Utrecht pone fine alla stagione
aragonese e l'anno successivo Vittorio Amedeo II, accompagnato dalla regina Anna
d'Orleans, giunge a Catania. Col trattato de l'Aja i Savoia otterranno il regno di
Sardegna in cambio della Sicilia che viene assegnata a Carlo VI d'Austria.
Questi regnerà fino al 1738, anno in cui il trattato di Vienna ridefinisce lo
scacchiere europeo. Il Regno di Napoli e di Sicilia passa ai Borboni e il loro
primo re, Carlo III, verrà incoronato a Palermo. Una dominazione, quella borbonica,
che durerà fino al 1848 e che comprimiamo con poche righe e qualche data di riferimento:
1741: Nel piano del duomo inizia la costruzione dell'attuale municipio;
Porta Garibaldi
1750: il 22 agosto nasce Domenico Tempio, il maggior poeta dialettale catanese
1768: Il matrimonio fra il re Ferdinando I di Borbone e Maria Carolina d'Austria
è l'occasione per erigere, in loro onore, una porta monumentale,
l'attuale porta Garibaldi al Fortino. 1796: nasce l'11 febbraio il
musicista Vincenzo Bellini
1801: viene inaugurata la prima strada per l'Etna. Parte da Barriera e si arresta a Nicolosi
1840: il 31 agosto nasce in una modesta abitazione lo scrittore Giovanni Verga
1848: Catania segue l'esempio di Palermo, si solleva contro i Borboni e proclama
la propria indipendenza. Nello stesso anno si svolgono le votazioni per
l'elezione dei rappresentanti alla Camera dei Comuni. Deputati catanesi vengono
eletti Gabriele Carnazza, Pietro Marano, Benedetto Privitera, Diego Fernandez,
Francesco Marletta e Giuseppe Catalano. Ma è solo una meteora che si spegnerà
il 16 aprile del 1849. Catania viene attaccata, per terra e per mare, dalle truppe
napoletane comandate dal generale Filangeri. La resistenza è accanita e la popolazione
verrà premiata con la medaglia d'oro. Troppa è però la disparità delle forze
in campo, e la città viene rioccupata. Stavolta il dominio borbonico sarà particolarmente
duro e per la sua fine bisognerà aspettare il 1860.
In quell'anno, alla notizia che le truppe garibaldine stanno
avanzando nell'isola, il 31 maggio Catania insorge e le milizie borboniche, comandate
dal generale Clary, sono costrette ad abbandonare la città. I combattimenti sono particolarmente
violenti, soprattutto nella zona del duomo. Si mette in luce una popolana, Giuseppa
Bolognani, che riesce addirittura a sottrarre un cannone ai nemici per scaricarlo poi
più volte contro di loro. Passerà alla storia di Catania come Peppa la cannoniera.
Il 15 luglio 1860 entrano a Catania le prime truppe garibaldine e l'anno successivo,
il 18 febbraio, l'VIII legislatura del Regno d'Italia vede sugli scanni della Camera
anche i primi deputati catanesi. E' anche l'anno del primo censimento. Al 31 dicembre
i catanesi sono 68.810. Il ventennio che va dal 1861 al 1881 segna una vera rivoluzione
nell'urbanistica catanesee la città assumerà il volto non molto dissimile
da quello odierno. In piazza del Duomo viene costruito
(1861) il traforo della Pescheria e vengono sistemati gli argini dell'Amenano, la cui
fontana verrà completata tre anni dopo. Lo spirito
combattivo dei catanesi riemerge nel 1862.
U 'liotru - particolare
Il 28 maggio il Comune tenta di far rimuovere
lo storico elefante in lava da piazza del Duomo per
trasferirlo altrove. La popolazione insorge e ancora oggi 'u liotrufa
bella mostra di sè nel cuore della città. O Roma o morte. Una frase che fa parte oramai della storia nazionale.
La pronuncia il 18 agosto 1862, appena giunto a Catania alla testa delle sue camicie
rosse, Giuseppe Garibaldi dal balcone del circolo degli operai, allora ubicato ai Quattro Canti.
Nel 1863 iniziano i lavori per la costruzione del cimitero, nella zona della
Zia Lisa, in un terreno messo a disposizione dalle suore dell'adiacente convento
di Santa Chiara e nel 1865 viene inaugurato il nuovo giardino pubblico, la
Villa Bellini. Sorge su un terreno donato dalla famiglia Biscari e da Mariannina
Moncada. Scalpore susciterà l'enorme spesa sostenuta per la sua realizzazione:
106.473 lire. Tutta la cittadinanza interverrà al concerto inaugurale diretto dal
maestro Martino Leone Frontini.
Ormai è un susseguirsi di iniziative: nel 1866 viene inaugurata la linea ferroviaria
Catania-Messina, nel 1872 inizia la costruzione del nuovo porto e l'anno dopo viene
inaugurato con grande fasto, in piazza Cappellini, il Grande Albergo .
Il 25 settembre 1873 l'adranita Giovanni Petronio Russo, in sella ad una
"carrozza senza cavalli" percorre in discesa la via Garibaldi, gira intorno alla fontana
dell'elefante e si ferma davanti alla prefettura, dove viene circondato da una folla
attonita: è la prima automobile a percorrere le vie della città. Ingegnoso ma poco
originale il suo costruttore: la battezza Trinacria .
Nuovo censimento nel 1881. I catanesi sono ormai diventati 100.417 e ben 136 di essi
scoprono un nuovo apparecchio che consente miracolosamente di dialogare a distanza:
il telefono. Alla fine del 1882 si quadruplicheranno diventando 542 e Catania sarà
la tredicesima città d'Italia per numero di abbonati.
Sono gli ultimi anni dell'800, ma c'è il tempo per festeggiare (1886)
"con sorbetti e sciampagna" il nuovo ponte sul Simeto a Primosole e per inondare di
camelie piazza Carlo Alberto. Omaggio alla grande Sarah Bernhardt che presenta
la sua La dame aux camelias il 12 gennaio 1889 al teatro Castagnola.
Qualche anno dopo il teatro verrà distrutto da un incendio e mai più ricostruito.
Ma la vera serata di gala è il 31 maggio 1890. La Norma di Vincenzo
Bellini inaugura il Teatro Massimo, che Catania intitola
al suo grande "cigno". Tre anni dopo un altro vernissage, meno sontuoso, che
certamente non passerà alla storia ma che vale la pena di essere menzionato: quello
dello studio dentistico della signorina Claudia Cottini. Fresca di
laurea, è la prima donna medico della città.
Il XIX secolo è ormai agli sgoccioli e ci pensa l' Etna a
dargli l'addio. Il 19 luglio 1889 l'Agenzia Stefani batte uno scarno comunicato:
"Stamane alle ore 8, previo un fortissimo rombo, l'Etna sprigionò un'immane
colonna di fumo e fitta pioggia di sabbia". E' l'ultimo saluto del vulcano
al secolo. Meno tre, due, uno. Mezzanotte del 31 dicembre 1899. Ventuno cannonate,
sparate dai torrioni del Castello Ursino, salutano il nuovo secolo. Le bande
musicali in piazza Duomo, dove si è radunata una folla enorme, suonano la "marcia reale"
e i festeggiamenti dureranno sino all'alba. Tre minuti dopo la mezzanotte, in una
modesta casa di pescatori in via Stella Polare, nasce Giovanni Privitera, il primo
catanese del XX secolo. Il tempo incalza. Nuovo anno, pardon, nuovo secolo e
La fontana di Proserpina
il censimento è d'obbligo: i catanesi sono diventati 149.698 e uno di essi,
Giulio Moschetti, nel 1904 inaugura nella piazza antistante la stazione la fontana
di Proserpina. Usa un materiale rivoluzionario: il cemento. Vive proteste
sollevano i cocchieri il 2 aprile 1905. Un nuovo rumorosissimo mezzo di trasporto
che si muove su rotaie non solo ruba loro i clienti, ma fa anche imbizzarrire i cavalli.
E poi che strano nome, Tram . Nel 1908 la terra trema di nuovo, e stavolta
i tram non c'entrano: il terremoto che distruggerà Messina e Reggio Calabria
si fa sentire violentissimo anche a Catania. La gente terrorizzata cerca scampo
nelle strade. Fortunatamente per la città e i suoi abitanti molta paura e pochi
danni. Prende piede in Italia uno strano sport. Si gioca in undici contro
undici e lo scopo è quello di mandare dentro la porta degli avversari quante più
volte possibile un pallone che tutti i giocatori, tranne uno, possono colpire solo
con i piedi. L'hanno importato in Italia, a Genova, degli spiriti bizzarri d'oltre
Manica. Si chiama football: lo giocano alcuni buontemponi della Catania bene
nell'attuale piazza Verga, in una tenuta, lunghi mutandoni e gambe scoperte dal ginocchio
in giù, che sconsiglia lo spettacolo a signore e signorine. La città si adegua a
questa mania che va diffondendosi in tutta la penisola e nel 1909 nasce il
Catania Calcio. Il primo incontro è contro una squadra di marinai
inglesi, equipaggio di una nave alla rada nel porto. Stravincono i figli d'Albione.
Attenti alle novità, i catanesi, ma anche prolifici. In undici anni la
popolazione aumenta del 25% e il censimento del 1911 conta a Catania
210.703 anime. Fra quelli che invece ci lasciano il 4 gennaio 1912 Mario
Rapisardi; il 3 febbraio 1913 il pittore Francesco Di Bartolo; il 18 ottobre
1914 il marchese Antonino Paternò Castello di San Giuliano, senatore del
Regno, ministro degli esteri, collare della Santissima Annunziata e sindaco
della città; il 29 novembre 1915 Luigi Capuana; il 18 maggio 1917, nei pressi
di Gorizia (siamo in piena prima guerra mondiale), il tenente Agatino
Malerba. Sarà la prima medaglia d'oro catanese al valore militare. Fra gli
altri grandi etnei che se ne vanno in questo periodo il senatore Giuseppe
De Felice (19 luglio 1920), Nino Martoglio
(15 settembre 1921), Giovanni Verga (27 gennaio 1922).
Ma ci si avvia verso uno dei periodi più cupi della nostra storia. Il
31 ottobre 1922, con decreto del Ministero dell'Interno (fascista), i partiti
politici vengono messi fuorilegge e il sindaco Carlo Ardizzoni viene deposto.
L'11 maggio 1924 il capo del governo cavalier Benito Mussolini inaugura
il campo d'aviazione di Fontanarossa. La sera prima si era incontrato con
Pietro Mascagni, che era a Catania per dirigere l'Iris. Durante il ricevimento
serale al municipio un bello spirito ruba la bombetta al duce. Facile,
adesso, riderci sopra.
Un salto di dieci anni in cui i catanesi, come tutti gli italiani, subiscono
l'umiliazione della dittatura. E' una calda serata, quella del 10 giugno
1940. E i cittadini, accorsi in piazza Duomo, ascoltano ammutoliti via
radio il discorso con cui Mussolini porterà alla catastrofe l'Italia. E'
la dichiarazione di guerra alla Francia e all'Inghilterra. Nemmeno il
tempo di rendersi conto del ciclone che la barbarie nazifascista sta
scatenando in Europa che Catania subisce il 5 luglio il primo attacco aereo.
A Fontanarossa muoiono quattordici persone.
Sarà la prima di una serie di incursioni che segneranno la città. Micidiale
quella del 15 aprile 1943 quando le fortezze volanti anglo americane
scaricheranno senza andare tanto per il sottile (anche se il reale obiettivo
era il porto) migliaia di tonnellate di bombe.
L'incubo per l'Europa durerà altri due anni, ma per i catanesi finisce alle
8,30 del 5 agosto 1943. Dopo un violentissimo scontro alla Piana, truppe
anglo americane da una parte, tedeschi e fascisti dall'altra, gli alleati
entrano vittoriosi a Catania. Alla loro testa un giovane generale che, al
rientro in patria, farà una discreta carriera politica: Dwight "Ike"
Eisenhower.
Quasi tre millenni in poche righe e ci fermiamo qui. Oggi Catania è
una grande città.Catania è la Nostra città bella è ricca, una città solare!
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